
A cent'anni dalla pubblicazione, il monumentale volume "Duemila Grotte" (edito nel 1926 dal Touring Club Italiano) resta un punto di riferimento storico mondiale e un documento insostituibile per valutare l'evoluzione tecnica e scientifica della speleologia moderna, che proprio nell'inventario delle cavità carsiche trova le sue radici.
Il libro, composto da 494 pagine con centinaia di incisioni, tavole a colori e una carta speleologica in scala 1:100.000, è un esempio unico di monografia. Nel 1986 ne è stata realizzata una ristampa anastatica, poiché i bombardamenti della seconda guerra mondiale avevano distrutto le matrici originali.
L'opera è divisa in due sezioni: la prima parte è un manuale completo che spazia dal fenomeno carsico alla flora e fauna ipogee, fino alla paleontologia, alle tecniche di esplorazione, rilievo, fotografia, "grotte di guerra" e idrologia sotterranea. La seconda parte invece riguarda il vero e proprio catasto delle grotte della Venezia Giulia (nei confini tra le due guerre), completo di mappe, localizzazioni, descrizioni e rilievi.